testo mancante

Il centro offre un’ampia varietà di programmi e servizi per recuperare la normale funzionalità muscolo-scheletrica in seguito a trauma, intervento chirurgico o patologie di tipo ortopedico, sia da sovraccarico funzionale negli atleti che degenerative (artrosi). L’obiettivo preminente è quello di ottimizzare i tempi di recupero per ogni tipo di patologia.

I pazienti vengono sottoposti ad una visita da parte di un medico ortopedico, di un medico fisiatra o di un medico sportivo per mettere a punto il programma di trattamenti più adeguato e controllarne il risultato.

Il programma di riabilitazione viene gestito in ambienti diversi:

    • Cabina Box, un ambiente riservato ed esclusivo per effettuare trattamenti e massaggio terapeutico.
    • Palestra, ampia ed accogliente dotata delle più moderne attrezzature e tecnologie per il recupero funzionale: rieducazione motoria attiva e passiva; rieducazione propiocettiva; rieducazione isometrica e isotonica. Un’area della palestra è riservata ai corsi in piccoli gruppi di ginnastica posturale, back school, pilates e ginnastica correttiva.

Terapie fisiche strumentali di ultima generazione per ridurre il dolore e il gonfiore

    • Ultrasuoni
    • Laserterapia
    • Magnetoterapia
    • PST
    • Elettroterapia (ionoforesi, tens, compex, correnti interferenziali e diadinamiche)
    • Terapia Bemer
    • Tecarterapia
    • Onde d’urto extracorporee eseguite dal medico specialista

Tecniche manuali per recuperare la flessibilità, la forza, la resistenza, la propiocettività e la funzione

    • Massaggio terapeutico
    • Kinesi passiva
    • Esercizi funzionali assistiti
    • Kinesi riabilitativa sportiva
    • Rieducazione posturale globale (R.P.G.)
    • Back School / Neck school
    • Rinforzo muscolare
    • Tecarterapia
    • Rieduzaione strumentale
    • Ginnastica propiocettiva (tavola computerizzata “Lybra”)

Tecniche di immobilizzazione statiche o dinamiche (bendaggi funzionali e tutori).

DESCRIZIONE MANCANTE

Osteopatia

La filosofia osteopatica nei suoi principi considera l’essere umano quale unità individuale la cui struttura, funzione, mente e spirito sono mutuamente e reciprocamente interdipendenti.

L’osteopatia, studiando il movimento del corpo umano e delle sue singole parti, si prefigge di arrivare a comprendere, interpretare e interagire con i meccanismi che, dinamicamente, influenzano positivamente o negativamente gli aspetti anatomo-funzionali. La qualità del movimento in tutte le sue forme rispecchia la qualità della vita e della salute.

Il corpo, attraverso complessi sistemi di regolazione, provvede ad instaurare, automaticamente, in risposta ad insulti anatomo-funzionali, meccanismi di compenso che, inevitabilmente, sono pregiudiziali alla correttezza cinetica delle sue parti. Una postura scorretta, le sequele cliniche meccaniche di un evento morboso o di un trauma, generano spesso una riduzione della mobilità di una o più strutture corporee, divenendo così responsabile di un aggravio funzionale per l’organismo.
La restrizione dei movimenti influenza, spesso provocando danni significativi, la naturale fisiologia dei tessuti; l’organismo risponde con adattamenti compensatori che, nel tempo possono predisporre l’insorgenza di dolore o di vere e proprie sindrome funzionali invalidanti.

L’intervento osteopatico mira a riequilibrare manualmente struttura, funzione e postura individuando, per quanto possibile, le limitazioni del movimento segmentario e, di conseguenza, complessivo. Il grado di mobilità recuperato si traduce così in uno stimolo riorganizzativo e in una ridistribuzione delle sollecitazioni meccaniche; ne consegue una riduzione degli stress articolari, minor fatica e maggior benessere per i tessuti dell’organismo.

Cosa sono le onde d’urto?

Si tratta di onde acustiche ad alta energia, che creano una forza meccanica diretta, sotto forma di picco di pressione. Sono prodotte da attrezzature ad alta tecnologia e convogliate su un punto ben definito, detto “fuoco”. L’energia trasmessa è perfettamente dosabile e indirizzabile con precisione millimetrica producendo un eccellente effetto terapeutico. In origine l’utilizzo delle onde d’urto in campo clinico era limitato ad applicazioni urologiche, dove, questa metodica non invasiva, ma paragonabile ad un intervento chirurgico, veniva impiegata per la frantumazione dei calcoli renali. In Ortopedia l’impiego delle onde d’urto risale a circa dieci anni fa. L’idea originaria fu di utilizzarle per rivitalizzare i monconi di una frattura nei casi in cui il callo osseo era assente o non vitale.

Qual è il meccanismo d’azione?

Nella realtà si è osservato che l’effetto delle onde d’urto è molto complesso. A livello osseo le onde d’urto, se eseguite con “alte energie”, producono microfratture delle trabecole osse stimolando quindi l’attività di quelle cellule deputate alla produzione di nuovo tessuto osseo (gli osteoblasti) e favorendo cosi il metabolismo dell’osso ischemico con conseguente rivascolarizzazione e formazione di nuovo osso vitale. Nei tessuti molli invece le onde d’urto, modulate a “basse energie”, modificano in maniera definitiva il metabolismo del tessuto, producendo un potente effetto antiinfiammatorio ed analgesico. Producono, infatti, un aumento del flusso sanguigno che determina il lavaggio delle sostanze chimiche nocive coinvolte nell’ infiammazione e inducono le cellule a produrre quantità utili di monossido di azoto (NO), radicale libero protagonista degli effetti positivi neoangiogenetici e antidolorifici.

Parliamo di risultati

È fuor di dubbio che gli ottimi risultati ottenuti con questa terapia, documentati dalla letteratura scientifica internazionale, hanno contribuito alla sua diffusione in tutto il mondo. È infatti estremamente indicata per quei pazienti che non riescono ad ottenere risultati con le tradizionali terapie farmacologiche e fisioterapiche, o addirittura con gli interventi chirurgici. L’evoluzione tecnologica ci ha messo a disposizione macchine sempre più sofisticate, in grado di raggiungere l’area interessata con un fuoco molto preciso. Questo consente di lavorare con estrema precisione e sicurezza anche in prossimità di strutture importanti, quali vasi e nervi, senza timore di danneggiarli e senza utilizzare, nella maggior parte dei casi, alcuna forma di anestesia.

MASSOTERAPIA

Con massoterapia si intende l’insieme delle tecniche di massaggio che vengono applicate sul corpo tenendo conto delle condizioni generali del paziente (sesso, età, problema da trattare e capacità di reazione dell’organismo) al fine di stimolare la superficie corporea ed il tessuto muscolare sottostante a scopo terapeutico e di benessere psicofisico.

Si esegue con una tecnica che attraverso il contatto corporeo, manuale e con manovre precise e sequenziali, attenua dolore e tensione dell’apparato muscolare. I movimenti del massaggio vengono eseguiti nella direzione delle fibre muscolari e devono rispettare il senso della circolazione venosa, quindi dalle estremità verso il cuore. Possono essere decisi e rapidi, per un effetto tonificante, oppure lenti e delicati, per un effetto rilassante.

MASSAGGIO SPORTIVO

Il massaggio sportivo è una forma particolare di massaggio ed ha come scopo principale quello di contribuire ad alleviare lo stress e la tensione che si accumula nei tessuti molli dell’organismo durante l’attività fisica e, pertanto, viene generalmente eseguito dopo una prestazione agonistica oppure un allenamento.

Possono essere utilizzate tecniche diverse a seconda delle esigenze specifiche dell’atleta e della disciplina sportiva praticata. Ogni sport, infatti, ha peculiarità differenti e porta ad utilizzare i gruppi muscolari in modo diverso.

Il massaggio sportivo ha molti vantaggi: contribuisce a ridurre la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, aumenta la circolazione sanguigna e linfatica, riduce la tensione muscolare, migliora la flessibilità, allevia il dolore, diminuisce i tempi di recupero ed aiuta a ridurre il rischio di infortuni.

 

 

Attualmente la tecnica del linfodrenaggio manuale non è più empirica, ma basata su studi e ricerche scientificamente validati. Il drenaggio linfatico manuale svolto sotto controllo linfo-scintigrafico, infatti, ha reso possibile validare alcune tecniche e consentito di eliminarne altre, non efficaci.

Le manovre utilizzate in questo tipo di trattamento sono altamente specifiche, così come la loro frequenza, e variano in base al tipo di edema e allo stadio in cui si presenta al momento del trattamento. La stimolazione effettuata in modo corretto sui tessuti, è in grado di eliminare il gonfiore e favorire la genesi di nuovi capillari linfatici. Con il linfodrenaggio è possibile trattare efficacemente il linfedema, oltre al flebolinfedema e lipolinfedema.

Il trattamento manuale si differenzia in base al tipo di edema che si vuole trattare: per un problema venoso si utilizzano alcune manovre, altre per il linfedema, ed altre ancora per problemi di lipolifedema o per un trattamento estetico della cellulite.

Il sistema linfatico

Il sistema dei vasi linfatici si divide in 4 segmenti funzionali:

  • Formazione della linfa nei vasi linfatici iniziali (capillari)
  • Trasporto della linfa attraverso i collettori linfatici
  • Concentrazione e filtraggio della linfa nei gangli linfatici (linfonodi)
  • Trasporto attraverso i tronchi linfatici verso il sangue.

Cos’è il linfedema?

I processi di una patologia possono emergere nei diversi punti del sistema linfatico, per cui può verificarsi un condizionamento patologico nella formazione della linfa o nel suo trasporto, ma anche in entrambi i processi contemporaneamente. La conseguenza è la ritenzione nel tessuto di un liquido contenente proteine, grassi, prodotti del metabolismo cellulare, linfociti, macrofagi. Il linfedema si manifesta quindi con un gonfiore che può interessare la mano ed il braccio (dopo chirurgia e/o radioterapia per tumore della mammella) o gli arti inferiori (dopo interventi chirurgici che coinvolgono i linfonodi inguinali, oppure come conseguenza di insufficienza venosa) e talvolta anche altre parti del corpo se i linfonodi regionali sono stati asportati chirurgicamente o sottoposti alla radioterapia.

Il problema linfatico può essere anche la conseguenza di una patologia circolatoria venosa: l’insufficienza venosa causa inizialmente il flebedema che , se non trattato, sovraccaricherà il sistema linfatico e si avrà un flebolinfedema.

Il flebedema interessa inizialmente la zona delle caviglie, tende poi ad espandersi alla gamba ed evolve in edema misto (venoso e linfatico). A differenza del flebedema, il lipedema (o lipolinfedema) che interessa l’arto inferiore si sviluppa nella parte superiore dell’arto (cosce). Se non trattato, il linfedema ha uno sviluppo progressivo. E’ importante che il paziente, alla presenza dei primi segni di edema, si rechi immediatamente dal medico e dal terapista specializzato.

Quanto prima si inizia il trattamento, tanto più aumentano le probabilità di successo. In caso di interventi al seno con rimozione di linfonodi, è consigliabile effettuare un ciclo di trattamenti a scopo preventivo. Attualmente molti studi scientifici sostengono questa tesi, dimostrando l’assenza di effetti collaterali per pazienti che si sottopongono a linfodrenaggio manuale già a pochi giorni dall’intervento.

Terapia base del linfedema

  • Drenaggio linfatico manuale
  • Trattamento con bendaggi e calze (l’utilizzo di calze compressive nei flebolinfedemi delle gambe, permette di stabilizzare i risultati raggiunti e prevenire le recidire)
  • Terapia di movimento decongestionante

La palestra del Centro medico De Ruvo offre un vasto programma di attività di gruppo e singole, adatte ad ogni tipo di esigenza:

Ginnastica posturale per adulti

Lezioni di gruppo e singole di ginnastica posturale, mirate alla riduzione di algie (soprattutto lombalgie) dovute a posture scorrette. “Educazione alla postura”, cioè all’uso corretto della colonna vertebrale nelle abitudini di tutti i giorni; in palestra si impara come stare correttamente seduti in ufficio o in auto, come movimentare carichi pesanti, come gestire le ansie e le tensioni.

Attività fisica adattata

Lezioni singole rivolte a chi ha già concluso il ciclo di fisioterapia post-trauma o post-intervento e deve progressivamente riprendere la normale attività motoria; esercizi di potenziamento muscolare, esercizi di propriocettività e mobilità articolare.

Ginnastica posturale per ragazzi

Lezioni di gruppo e singole di educazione all’uso corretto della colonna vertebrale in posizione seduta a scuola, durante lo studio e lo svago. Esercizi mirati per algie dovute ad un cattivo utilizzo della colonna vertebrale. Esercizi di correzione in caso di scoliosi e atteggiamenti scoliotici.

Ginnastica dolce

Corsi di ginnastica dolce per la terza età, per prevenire algie posturali posturali, mantenere una
buona elasticità muscolare, tenersi in movimento e condurre uno stile di vita sano.

Stretching

Corsi di gruppo mirati al miglioramento dell’elasticità muscolare in generale, per incrementare la performance sportiva.

Pancafit – Metodo Raggi

Sedute singole di allungamento decompensato su Pancafit ® – Metodo Raggi, mirate a migliorare l’allungamento di tutte le catene muscolari e alla ricerca della vera causa di un dolore articolare.

In differenti ambiti della medicina specialistica esistono molte situazioni cliniche di pazienti con disturbi o sofferenze, in cui non è possibile fare una diagnosi: ci sono casi in cui la sintomatologia  non riconduce a nessuna malattia o trauma.

Disturbi muscolo-scheletrici  ma anche disturbi del sonno, disturbi intestinali, dolori mestruali e in periodo menopausale, cefalee. Sono solo alcuni dei problemi per cui molti pazienti non trovano una soluzione efficace. Quando un determinato problema, che non risulta inquadrabile con la diagnosi medica, non rientra neanche nella psicosomatica, può essere analizzato con una differente chiave di lettura.

Le componenti, nel campo dei disturbi funzionali, sono spesso dovute a sregolazioni del funzionamento in uno o più sistemi, senza che si possa riscontrare una patologia. In questo ambito si colloca il Metodo Solère, o più propriamente RÉÉQUILIBRATION FONCTIONNELLE – Méthode Solère®, un metodo di cura costituito da 155 modelli terapeutici di natura non farmacologica, che rappresentano delle alternative alla fisioterapia e all’osteopatia, nel campo dei dolori muscolo-scheletrici e in altri piccoli disturbi associati.

È stato sviluppato da Roland Solère, fisioterapista, osteopata ed agopuntore francese.

Nell’ambito di disturbi non patologici, definibile anche come una “zona d’ombra della medicina”, il Metodo Solère introduce un metodo di valutazione ed analisi che porta a scindere le varie sintomatologie in componenti:

  • meccaniche, dovute principalmente alla restrizione della mobilità articolare (Normalisations articulaires®)
  • meccaniche – circolatorie, dove la restrizione della mobilità comporta una riduzione qualitativa della microcircolazione, con conseguenti stati di sofferenza vascolare a livello dei muscoli lisci dei visceri, degli sfinteri e del transito intestinale, gonalgie e atteggiamenti scoliotici della giovane atleta (Normalisations viscérales®)
  • con perturbazioni sensoriali, che si manifestano con sindromi da dolore cronico aspecifico e fibromialgie, associate a perturbazioni del sonno, perturbazioni in fase menopausale, dolori non meccanici e “sindromi da sensibilizzazione centrale” (Normalisations énergétiques®).

Il trattamento è basato su tecniche manuali non forzate e sulla stimolazione di punti riflessi, effettuata con l’ausilio di un apparecchio appositamente realizzato, denominato A.M.Pi.Sm®. Questo metodo è in grado, in breve tempo (in media 3-5 sedute), di trattare multiple sindromi dolorose, differenziando con estremo rigore tra lesione organica e perturbazioni funzionali, condizione che permette di considerare questo tipo di terapia come una cura, nel quadro delle competenze del fisioterapista.

Il metodo Meziérès è una tecnica riabilitativa messa a punto dalla terapista francesce Françoise Meziérès a partire da 1947. Ogni movimento o esercizio, sia esso in allungamento o in accorciamento che agisca su un singolo muscolo appartenente ad un gruppo muscolare, provoca di risposta l’accorciamento di tutta la catena cui il muscolo appartiene.

Le attività quotidiane (camminare, mantenere le posizioni lavorative, sollevare pesi) accorciano in modo progressivo e costante i nostri muscoli, spesso in modo asimmetrico, determinando “dismorfismi” come, ad esempio, deviazioni della colonna vertebrale, una spalla più alta dell’altra, il bacino ruotato, le ginocchia vare o valghe. Inoltre, gli sforzi, gli allungamenti, il dolore portano sempre le persone a trattenere il respiro bloccando così la libera attività del muscolo motore della respirazione: il diaframma. Questo blocco impedisce al soggetto di muovere bene il torace durante la respirazione e obbliga la colonna vertebrale lombare (questo muscolo si inserisce proprio li) ad inarcarsi (iperlordosi lombare) e/o irrigidirsi.

L’azione terapeutica mirerà quindi, agendo sulle cause che determinano la patologia, a trattare il corpo nella sua globalità attraverso l’uso di poche ma precise posture di lavoro: controllando tutti i compensi si restituisce ai muscoli lunghezza, elasticità e forza perché “… solo se è presente una buona forma può essere presente una buona funzione”.

Il campo di interesse è quello della patologia ortopedica: scoliosi, iperlordosi, cifosi, lombalgia, spondilolisi, spondilolistesi, compressione dei dischi intervertebrali e relative radicolopatie, sciatalgie, cervicobrachialgie, coxartrosi, gonartrosi, tendiniti, ginocchia valghe, piede piatto, piede cavo, alluce valgo, problematiche della mandibola (rumori articolari e difficoltà nell’aprire e/o chiudere la bocca).

Autotrattamento e trattamento di gruppo

Attraverso la proposta di esercizi di respirazione, rilassamento, propiocezione guidata e allungamento muscolare, il metodo Mézières insegna come “sentire” il proprio corpo, conoscere le “zone d’ombra”, sciogliere le tensioni e i conflitti muscolari, esplorare il movimento prodotto valutando le strategie possibili e acquistando fluidità ed economia nel gesto e nell’attitudine posturale.

Introdotti in progressione, i lavori di allungamento del sistema muscolare favoriscono il recupero di elasticità e il riequilibrio di forze, con la conseguente risoluzione dei sintomi dal cattivo utilizzo del corpo.

L’autotrattamento in un’ottica di trattamento di gruppo è rivolto come terapia di mantenimento a tutti coloro che abbiano già effettuato un percorso individuale Mézières, e a tutti coloro, in assenza di patologie vertebrali gravi (ernie, scoliosi, discopatie) che vogliano approcciarsi per la prima colta a questa metodica.

TESTO MANCANTE

Riflessologia plantare

La Riflessologia plantare è una tecnica di massaggio o, più precisamente, una stimolazione puntiforme sui piedi e/o eventualmente sulle mani di zone del corpo chiamate punti riflessi, su cui, si proietterebbe un determinato organo collocato anatomicamente lontano da tale punto. Agendo su questi punti si avrebbe un effetto positivo sull’organo, o sistema, corrispondente.

Per questo motivo la riflessologia è uno degli strumenti che possiamo utilizzare per stare meglio e per vivere meglio, può coadiuvare la medicina tradizionale ed allopatica per il miglioramento dello stato di salute o per alleviare la sintomatologia, non ha controindicazioni perché produce sempre e comunque reazioni positive a livello psico-fisico ed energetico e può essere fatta anche a bambini ed anziani.

Oggi comincia ad essere diffusa anche in molti ospedali dei paesi industrializzati. La durata del massaggio/microstimolazione è di circa un’ora. La pressione deve essere tale da agire in profondità, quindi bisogna massaggiare finché non sia avvertibile un lieve fastidio (dolore).

Cenni storici

La riflessologia plantare ha una storia molto antica: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina e india nel 5000 a.C. dove si usavano terapie mediche utilizzanti la pressione delle dita per influenzare i campi energetici dell’organismo (agopuntura ed acupressione, digitopressione, shiatsu).

A testimoniare l’antichità di questa pratica è la “Tomba dei medici” (Egitto,2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegno ai discepoli il massaggio ai piedi.

In Italia due pionieri della ricerca riflessologica contemporanea furono il Prof. Giuseppe Calligaris (neurologo e docente presso l’Università di Roma) ed il Dott. Nicola Gentile che, nei primi decenni del ‘900, realizzarono vari studi e pubblicarono materiali che per l’epoca erano molto innovativi. L’ostracismo di una parte del mondo accademico e medico italiano ha lungamente frenato le ulteriori ricerche sulla scia dei due pionieri.

Tra le teorie che cercano di spiegare i meccanismi che governerebbero l’efficacia della riflessologia se ne enumerano almeno sei principali:

  • Stimolazione nervosa, basata sulla relazione fra le terminazioni dei nervi presenti nelle zone riflesse ed il punto in cui è presente il dolore. La pressione sulla zona riflessa avrebbe quindi il compito di inviare comunicazioni al cervello, stimolandolo ad intervenire sul problema riscontrato.
  • Liberazione di ormoni, fondata sulla scoperta del controllo del cervello sull’apparato endocrino. Secondo la teoria della riflessologia è sufficiente massaggiare le zone riflesse doloranti, per stimolare il cervello a liberare ormoni celebrali, quali l’endorfina, con conseguente azione terapeutica.
  • Stimolazione del sistema linfatico, favorita dalla pressione di alcuni punti riflessi che attuerebbe l’accelerazione della circolazione linfatica con benefici su tutto l’organismo.
  • Stimolazione del sistema sanguigno, avente lo scopo di migliorare la circolazione.
  • Potenziale elettrico, che si creerebbe tra varie parti del corpo. In base al modello della riflessologia, punti riflessi sono paragonabili agli interruttori mentre gli organi svolgono la funzione di accumulatori e quindi agendo sugli interruttori si riattiverebbe la circolazione elettrica.
  • Influenze psicologiche, spiegabili con la grande importanza che la mente riveste sull’origine dei disturbi fisici.

Da alcuni anni è noto il ruolo e l’importanza dei concentrati piastrinici nei meccanismi di riparazione tissutale.

Le piastrine sono corpuscoli nel sangue noti a tutti per la loro funzione nella coagulazione del sangue. Meno nota è la loro capacità, una volta attivate, di rilasciare dai loro granuli numerosi fattori di crescita capaci di stimolare la replicazione cellulare e quindi di indurre la formazione di nuovi vasi, azione fondamentale per poter apportare ossigeno e nutrienti al tessuto di nuova formazione. Le piastrine non sono quindi specializzate solo nell’impedire la perdita di sangue, ma orchestrano tutto il processo di guarigione di una lesione. Questa implicazione nei meccanismi di riparazione tissutale ha costituito la base per l’utilizzo del gel piastrinico; l’azione terapeutica del Platelet-Rich Plasma, cioè letteralmente plasma ricco di piastrine (PRP), risiede proprio nei numerosi fattori di crescita (growth factors) contenuti nei granuli piastrinici.

Il PRP si ottiene da un prelievo di sangue venoso, centrifugato per ottenere un concentrato piastrinico che rilascia nel sito di applicazione fattori di crescita in grado di stimolare il fisiologico processo di rigenerazione e guarigione del tessuto lesionato.

Abbiamo chiesto al Dr. Gianfranco Borroni, in quali situazioni è opportuno utilizzare i fattori di crescita piastrinici. “In ambito ortopedico, il PRP viene utilizzato per il trattamento di difetti ossei in associazione a matrici ossee, patologie della cartilagine e dei legamenti, e, più recentemente, anche nelle tendinopatie croniche e nel trattamento dell’artrosi”. Anche le tendinopatie che spesso affliggono gli sportivi possono essere trattate con una singola infiltrazione di concentrato piastrinico a livello del tendine doloroso. “In particolare nelle tendinopatie non responsive ai trattamenti convenzionali ( fisiokinesiterapia, laser, ultrasuoni, FANS, infiltrazioni di steroidi e onde d’urto ) prima di passare ad un intervento chirurgico, il trattamento PRP dovrebbe essere sempre contemplato”. “La risposta biologica del tendine lesionato” continua l’esperto ” è sempre in relazione alla vascolarizzazione, alla cellularità, alla innervazione e all’infiammazione. I fattori di crescita rilasciati dalle piastrine stimolano la migrazione e la crescita cellulare, la formazione di vasi sanguigni, la sintesi di collagene ed il differenziamento cellulare”.

Il PRP ha dato anche risultati interessanti su di un tessuto poco responsivo come la cartilagine. Nel trattamento dei difetti cartilaginei focali il PRP è indicato sia post-shaving che microfratture o in associazione a matrici secondo la tecnica AMIC (condrogenesi autologa indotta da matrice). Più recentemente l’utilizzo del PRP è stato anche proposto come alternativa all’acido ialuronico per il trattamento degli stadi precoci dell’artrosi con risultati incoraggianti.

Che cos’è?

L’Idrocolonterapia è un metodo delicato ed efficace di lavaggio prolungato dell’intestino che consiste nell’introdurre nel retto acqua dolce filtrata. Usata fin dall’antichità, questa pratica oggi usufruisce di una moderna tecnologia, offrendo al paziente una perfetta igiene e un buon comfort.

Perché?

Giornalmente, scorie e tossine, legate all’alimentazione, all’inquinamento, allo stress, intasano il colon che perde parte della sua funzionalità. Tutte queste tossine, che si depositano nel colon possono essere la causa di numerose patologie che interessano varie regioni del corpo, come le vie respiratorie, la pelle, il sistema nervoso e le vie digestive.

L’Idrocolonterapia permette l’eliminazione di tutti i rifiuti che si sono depositati sulle pareti dell’intestino come: cellule epiteliali morte, residui fecali, residui irritanti, tossine, parassiti e altre sostanze dannose all’organismo eliminando inoltre i gas presenti all’interno del colon. Il colon ripulito ritrova il suo ottimale funzionamento, favorendo la sua naturale immunità e riequilibrando il processo di assimilazione ed eliminazione delle sostanze. Restaurando in tal modo l’armonia interna, globale migliorando di conseguenza la salute dell’individuo.

Quale interesse?

L’igiene del colon garantisce il suo buon funzionamento e ne previene la degenerazione prevenendo e curando tutte le patologie legate ad esso (stipsi cronica, meteorismo, diarrea cronica, colon atonico, colon irritabile, colon spastico, malattia diverticolare, calcoli dell’uretere, micosi intestinali, morbo di Crohn, proctoplegia). Salutare per tutti è una pratica particolarmente consigliata alle persone anziane e utile anche per gli infermi, oltre che per i para e tetraplegici. Per le donne incinte rappresenta un trattamento benefico fino al quarto mese di gravidanza e dopo il parto. È un mezzo essenziale per preparare il Colon per Rettoscopia, Sigmoidoscopia, Colonscopia (anche per la Colonscopia Virtuale), Rx Clisma opaco (prima e dopo) ed in preparazione ad un intervento chirurgico. Può essere utile per i pazienti che hanno subito un’anestesia generale per detossicare l’organismo dai farmaci usati e per ridurre i problemi di funzionamento dell’intestino dopo l’operazione. È una buona misura complementare nei casi di cure disintossicanti, diete o digiuno, ecc. Adeguando opportunamente la pressione dell’acqua è possibile trattare anche patologie come la malattia diverticolare del colon non in fase acuta.

Con quali scopi?

Gli effetti benefici, diretti ed indiretti, dell’IdrocolonTerapia sono numerosi, per esempio:

  • Miglioramento dello stato generale, effetti rilassanti e tonificanti, sensazioni di grande benessere.
  • Gradevole sensazione di leggerezza, dovuta alla decompressione ed alla diminuita congestione del Colon.
  • Diminuizione della taglia e perdita di peso.
  • Aumento della tonicità addominale e della stimolazione grazie all’azione termica e meccanica dell’acqua.
  • La migliore assimilazione dei nutrimenti.
  • La sparizione di infiammazioni locali.
  • Miglioramento dello stato della pelle, dei sensi (Odorato, Udito), della circolazione sanguigna degli arti inferiori, della funzione renale.
  • La decongestione delle vie aeree superiori.
  • L’eliminazione dei parassiti.

Come, quando e perché?

La medicina cinese considera l’uomo nella sua globalità, in un’armonica relazione corpo-spirito secondo la quale non si prescinde per una vita sana e serena.
Secondo la teoria cinese, l’uomo è un’unità inscindibile che vive in equilibrio con se stesso e con l’ambiente che lo circonda.

II contatto tra corpo e spirito è legato al corretto fluire dell’energia nel nostro corpo (ii Qi) che avviene tramite specifici canali di distribuzione detti meridiani energetici.

I meridiani collegano tessuti, organi, apparati, funzioni, superficie cutanea e ambiente esterno, tramite una complessa rete di distribuzione. Questa circolazione armonica deve essere mantenuta per il corretto equilibrio tra uomo e ambiente che, se alterato, può portare a modificazioni dello stato di salute, fino all’insorgenza della malattia.

Come funziona l’agopuntura?

L’agopuntura è una metodica di trattamento poco invasiva e di semplice applicazione, nonchè pressochè priva di effetti collaterali, che offre uno strumento terapeutico da applicare in alternativa o ad integrazione della medicina occidentale. Funziona tramite l’infissione di sottili aghi in punti specifici distribuiti lungo i meridiani del corpo, ed è essenzialmente indolore.

È possibile inoltre utilizzare la MOXA terapia, un’erba miedicamentosa (artemisia vulgaris) che, bruciata, riscalda i punti di agopuntura, senza o ad integrazione della terapia con aghi.
La seduta può durare circa 30 minuti, in base ai punti utilizzati ed alle finalità terapeutiche.

II numero totale di sedute varia a seconda della patologia. È di solito richiesto un numero minimo di 5-6 sedute, concordando l’eventuale prosecuzione con il paziente in base al quadro sintomatologico (il numero di sedute è inizialmente bisettimanale o settimanale). Spesso le affezioni croniche richiedono sedute di richiamo periodiche.

Quando è utile l’agopuntura

II vantaggio principale consiste nel rafforzare la resistenza organica di base permettendo di trarre la forza dalle proprie risorse.

La sua efficacia (riconosciuta anche dal mondo scientifico occidentale), non si manifesta solo sul sintomo-dolore ma anche su un grande numero di condizioni patologiche, agendo sulla radice profonda del problema.

L’aspetto preventivo è molto importante nella Medicina cinese ed è possibile effettuare alcune sedute di richiamo, in particolare ai cambiamenti di stagione.

Perché sottoporsi ad un trattamento con agopuntura?

Le principali malattie che beneficiano di questo tipo di trattamento sono:

  • Apparato osteo-artro-muscolare: artrite e artrosi localizzate e diffuse, lombalgia, sciatalgia, cervicoalgia, dorsalgie, gomito del tennista, spalla congelata, dolori a mani e piedi, sindrome del tunnel carpale, dolori alle ginocchia e alle anche, metatarsalgie (dolori del piede), spine calcaneari.
  • Sistema nervoso: cefalea, emicrania, nevralgia facciale e del trigemino, sindrome di Ménière, ansietà, depressione, insonnia, controllo dello stress.
  • Sistema digerente: gastrite, colite, colon irritabile, stitichezza e diarrea.
  • Sistema respiratorio e otorinolaringoiatrico: rinite, sinusite, tonsilliti ricorrenti, allergie delle prime vie aere, asma, bronchite cronica, tosse cronica e/o voce roca e debole, acufeni, capogiri e vertigini.
  • Apparato urogenitale: cistite acuta e cronica, ipertrofia prostatica, eiaculazione precoce, impotenza, supporto alla procreazione nell’uomo, regolarizzazione del ciclo mestruale, algomenorrea (dolori mestruali), supporto alla procreazione nella donna, sia naturale sia medicalmente assistita, supporto per eliminazione di nausea gravidica, lombalgia in gravidanza, aiuto nel rivolgimento fetale.
  • Sistema metabolico-ormonale: Ipo e ipertiroidismo, obesità e magrezza, diabete, ipercolesterolemia, gotta, osteoporosi, climaterio (Menopausa).
  • Apparato tegumentario: orticaria, eczema, acne, secchezza e fissurazioni, prurito irrefrenabile.