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Prenota visitaLe vacanze di Natale sono un momento speciale, da vivere tra famiglia, tavole imbandite e piatti che profumano di tradizione. Ma per chi soffre di intolleranze alimentari, questo periodo può diventare anche una fonte di stress: pranzi infiniti, cene fuori casa, ricette ricche di ingredienti difficili da controllare.
La buona notizia è che riconoscere e gestire le intolleranze oggi è molto più semplice rispetto al passato, e con alcuni accorgimenti è possibile godersi le festività senza rinunce né ansie.
Le intolleranze alimentari sono reazioni non immunitarie a determinati alimenti o componenti. A differenza delle allergie, che provocano risposte immediate e spesso più gravi, le intolleranze tendono a manifestarsi in modo graduale e con sintomi più “silenziosi”.
Tra le più comuni troviamo:
Riconoscerle tempestivamente permette di evitare fastidi come gonfiore, crampi intestinali, stanchezza, mal di testa o digestione difficile.
Durante le festività, quando l’alimentazione cambia ritmo e quantità, alcuni sintomi possono diventare più evidenti. I più frequenti sono:
Se questi disturbi si presentano spesso dopo aver consumato determinati cibi, potrebbe esserci una correlazione da approfondire.
Con qualche accortezza è possibile vivere serenamente anche i pasti più ricchi. Ecco alcuni suggerimenti utili:
Molte persone convivono con disturbi gastrointestinali senza mai approfondirne la causa. Una diagnosi corretta permette di capire quali alimenti evitare, come sostituirli e come migliorare il benessere quotidiano.
Con gli esami giusti, è possibile distinguere un’intolleranza da altre condizioni più complesse come allergie, celiachia o patologie infiammatorie. Riconoscere le intolleranze significa recuperare leggerezza, energia e serenità, anche davanti a un menù natalizio ricco e variegato.
Per una valutazione mirata, test specifici o un percorso personalizzato per comprendere e gestire le intolleranze alimentari, il Centro De Ruvo offre consulenze specialistiche in un ambiente accogliente e professionale. Scopri di più qui: https://centroderuvo.it/specializzazioni/gastroentorologia/
La gastroscopia è un esame medico che, per molti, può suscitare un po’ di ansia. È del tutto normale: l’idea di introdurre un piccolo tubo attraverso la gola non suona mai come una passeggiata di piacere. Tuttavia, con la giusta preparazione e qualche accorgimento, l’esperienza può rivelarsi molto più semplice e serena di quanto si pensi.
Prima di tutto, un piccolo ripasso: la gastroscopia è una procedura endoscopica che permette di osservare direttamente l’esofago, lo stomaco e la prima parte dell’intestino tenue. Serve a individuare eventuali problemi come infiammazioni, ulcere, polipi o altre condizioni che meritano attenzione. È uno strumento diagnostico prezioso e, soprattutto, molto sicuro.
Una buona preparazione non solo facilita lo svolgimento dell’esame, ma aiuta anche il medico a ottenere risultati più precisi. Se lo stomaco è vuoto, ad esempio, si evitano ostacoli visivi e si possono individuare con maggior chiarezza eventuali anomalie.
Uno degli aspetti fondamentali è il digiuno. Generalmente, ti verrà chiesto di non mangiare né bere per almeno 6-8 ore prima della gastroscopia. Questo aiuta a mantenere lo stomaco vuoto e a ridurre il rischio di rigurgiti durante la procedura. Non preoccuparti: è una pausa breve e necessaria, e dopo l’esame potrai tornare a mangiare normalmente.
Se sei un fumatore, prova a evitare sigarette almeno alcune ore prima della gastroscopia. Il fumo può irritare la mucosa gastrica e aumentare il fastidio durante la procedura.
Prima dell’esame, è importante informare il medico su eventuali farmaci che stai assumendo, allergie, patologie pregresse o condizioni particolari come gravidanza o difficoltà respiratorie. Questo aiuta lo specialista a personalizzare l’approccio e a garantire la massima sicurezza.
È normale sentirsi un po’ nervosi. Ricorda però che la gastroscopia dura pochi minuti e oggi, grazie alle tecniche moderne, spesso si utilizza un leggero sedativo per aiutarti a rilassarti. Concentrati sul respiro profondo, ascolta la voce del medico e del personale: tutto è pensato per farti stare bene.
Se ti viene somministrata una sedazione, evita di guidare o prendere decisioni importanti nelle ore successive all’esame. Chiedi a un familiare o a un amico di accompagnarti, così potrai riposare e recuperare serenamente.
La gastroscopia può sembrare intimidatoria, ma è uno strumento fondamentale per prendersi cura della propria salute gastrointestinale. Affidarti a specialisti esperti e seguire qualche semplice accorgimento ti aiuterà a trasformare l’esame in un momento di attenzione verso te stesso, senza paura né ansia.
Se vuoi saperne di più o prenotare una gastroscopia in un ambiente professionale e accogliente, visita la pagina dedicata alla gastroenterologia del Centro De Ruvo. Qui troverai un team di medici preparati pronto ad accompagnarti passo dopo passo.
Ricorda: prenderti cura della tua salute è il primo passo per vivere meglio, ogni giorno.
Parlare di gastroscopia può far venire un po’ d’ansia, ma in realtà si tratta di un esame fondamentale per prendersi cura della salute dello stomaco e dell’apparato digerente. Se ti stai chiedendo quando è il momento giusto per farla e cosa aspettarti, sei nel posto giusto: oggi voglio accompagnarti con parole semplici e qualche consiglio per affrontare l’esame con tranquillità.
La gastroscopia viene consigliata principalmente quando si manifestano alcuni sintomi che possono indicare problemi all’esofago, allo stomaco o al duodeno (la prima parte dell’intestino tenue). Per esempio:
Inoltre, la gastroscopia è un esame prezioso per chi ha una storia familiare di malattie gastriche o per chi deve monitorare condizioni come:
Infine, può essere indicata come controllo di routine in alcune situazioni specifiche, ad esempio dopo un trattamento per Helicobacter pylori o per verificare lo stato di lesioni sospette.
La gastroscopia è una procedura rapida, solitamente della durata di pochi minuti, e viene eseguita da uno specialista in gastroenterologia. Consiste nell’inserimento, attraverso la bocca, di un piccolo tubo flessibile dotato di telecamera, che permette di osservare direttamente le pareti dell’esofago, dello stomaco e del duodeno.
Può sembrare un po’ invasiva, ma oggi, grazie alle tecniche moderne, l’esame è molto più tollerabile rispetto al passato. Spesso viene utilizzata una leggera sedazione per aiutare il paziente a rilassarsi. Inoltre, lo staff medico è sempre pronto a guidarti con calma, rispondendo a ogni domanda e supportandoti in ogni momento.
Durante l’esame potresti avvertire fastidio alla gola o un po’ di pressione mentre il tubo passa, ma non c’è nulla da temere: tutto è monitorato e gestito con attenzione. Dopo la procedura, soprattutto se è stata usata la sedazione, ti verrà consigliato di riposare un po’ prima di tornare alle tue attività quotidiane.
Il giorno dell’esame è importante essere a digiuno per alcune ore: questo aiuta a mantenere lo stomaco vuoto e rende la gastroscopia più efficace e sicura.
Se assumi farmaci, valuta con il tuo medico curante quali eventualmente sospendere prima dell’esame.
Prendersi cura della propria salute gastrointestinale significa anche affidarsi a controlli regolari e tempestivi. La gastroscopia permette di scoprire eventuali problemi in fase iniziale, quando il trattamento è più semplice e i risultati migliori. È un gesto di attenzione verso te stesso e il tuo benessere.
Se hai dubbi o sintomi che ti preoccupano, parlare con uno specialista è sempre la scelta migliore. Al Centro De Ruvo, il reparto di gastroenterologia è pronto ad accoglierti con professionalità, esperienza e un approccio umano che mette il paziente al centro.
Visita la pagina dedicata per saperne di più o prenotare una gastroscopia.
Ricorda: un piccolo controllo oggi può fare la differenza per la tua salute di domani.
La celiachia è una parola che spesso sentiamo, ma non sempre è chiaro cosa significhi davvero e come si riconosca questa condizione. Se hai qualche dubbio o vuoi saperne di più, sei nel posto giusto. In questo articolo ti spieghiamo in modo semplice e diretto cos’è la celiachia, quali sono i sintomi più comuni, come si arriva a una diagnosi e, soprattutto, come si può vivere bene anche dopo la scoperta.
La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, una proteina presente in alcuni cereali come grano, orzo e segale. Per chi è celiaco, il glutine scatena una reazione immunitaria che danneggia la mucosa dell’intestino tenue, impedendo l’assorbimento corretto dei nutrienti. Questo può portare a una serie di disturbi, ma la buona notizia è che, una volta riconosciuta, la celiachia si può gestire molto bene con un cambiamento nello stile di vita.
La celiachia può manifestarsi in modi diversi: alcune persone hanno sintomi evidenti, altre invece li avvertono in modo più lieve o diverso. Tra i segnali più comuni ci sono:
Inoltre, in alcuni casi, soprattutto nei bambini, possono comparire ritardi nella crescita o problemi legati alla pelle, come la dermatite erpetiforme o atopica e problemi alla tiroide.
Se noti uno o più di questi sintomi, è importante parlarne con il medico: una diagnosi precoce può evitare complicazioni e migliorare molto la qualità della vita.
La diagnosi di celiachia si basa su esami specifici del sangue che rilevano la presenza di anticorpi particolari. Se i risultati indicano una possibile intolleranza, il passo successivo è solitamente la gastroscopia con biopsia intestinale, un esame che consente di verificare lo stato della mucosa intestinale, oppure, in alternativa, il test genetico.
È fondamentale non iniziare una dieta senza glutine prima della diagnosi, perché questo potrebbe alterare i risultati degli esami.
La celiachia non ha una cura farmacologica, ma si gestisce efficacemente con una dieta rigorosamente priva di glutine. Fortunatamente, oggi il mercato offre molte alternative gustose e sicure, dai prodotti da forno agli snack, fino a ristoranti e locali che propongono menù gluten free certificati.
Seguire questa dieta non significa rinunciare al piacere del cibo: con un po’ di attenzione e informazione, si può mantenere un’alimentazione varia, sana e gustosa.
Affrontare la celiachia è un percorso che richiede ascolto, informazione e supporto medico. Al Centro De Ruvo, il reparto di gastroenterologia è a disposizione per aiutarti a capire la tua condizione, guidarti nella diagnosi e accompagnarti nella gestione quotidiana.
Se sospetti di avere la celiachia o vuoi fare un controllo, visita la pagina dedicata alla gastroenterologia: https://centroderuvo.it/specializzazioni/gastroentorologia/.
La parola “colonscopia” può far paura, lo sappiamo. È uno di quegli esami che, solo a sentirlo nominare, fa venire un po’ di ansia. Ma spesso è proprio la mancanza di informazioni chiare e rassicuranti a generare timori ingiustificati. In realtà, la colonscopia è un esame molto utile, in alcuni casi salvavita. In questo articolo ti spieghiamo quanto dura davvero, cosa succede durante l’esame e cosa aspettarti prima e dopo, con parole semplici.
La colonscopia è un esame diagnostico che permette di “guardare dentro” l’intestino crasso (cioè il colon) e la parte finale dell’intestino tenue, per individuare eventuali anomalie come infiammazioni, polipi, lesioni o tumori. Viene consigliata soprattutto in caso di sintomi intestinali persistenti, come:
Oppure come esame di screening dopo una certa età o in presenza di familiarità con il tumore al colon.
Durante l’esame, il medico introduce una sottile sonda flessibile (il colonscopio) attraverso il retto, facendola risalire fino al cieco.
L’esame può essere eseguito con una leggera sedazione, per garantire maggiore comfort al paziente.
Questa è una delle domande più frequenti. In genere, la colonscopia dura tra i 20 e i 40 minuti. La durata può variare in base a diversi fattori:
Se si tratta di una colonscopia diagnostica semplice, senza interventi particolari, i tempi si riducono notevolmente. Se invece vengono individuati e rimossi piccoli polipi, l’esame può richiedere qualche minuto in più.
Un altro dubbio molto comune. La risposta è: nella maggior parte dei casi no. Oggi la colonscopia viene eseguita quasi sempre con una sedazione “cosciente”, che aiuta a rilassarsi e ad affrontare l’esame senza dolore. Non si tratta di un’anestesia totale, ma di una sedazione che consente al paziente di non avvertire fastidi, mantenendo comunque i parametri vitali sotto controllo.
Alcune persone riferiscono solo una lieve sensazione di gonfiore o crampi, ma si tratta di sensazioni transitorie.
La parte forse più “noiosa” è la preparazione intestinale. Per permettere al medico di vedere chiaramente la parete del colon, è fondamentale che l’intestino sia ben pulito. Questo significa:
È importante seguire bene le indicazioni fornite dal centro medico: una preparazione incompleta può rendere l’esame meno efficace o addirittura da ripetere.
Nel caso si assumano farmaci, occorre chiedere al proprio medico se vanno sospesi.
Finita la colonscopia, si resta in osservazione giusto il tempo che l’effetto della sedazione svanisca.
Non si può guidare subito dopo, quindi è bene farsi accompagnare (con la sedazione non si può guidare per 24 ore).
Qualcuno può avvertire un po’ di gonfiore o avere aria nell’intestino: è del tutto normale e tende a risolversi nel giro di qualche ora.
È importante sapere che la colonscopia, oltre a essere diagnostica, è anche preventiva. Questo significa che durante l’esame si possono rimuovere i polipi intestinali, che in alcuni casi potrebbero, nel tempo, trasformarsi in tumori.
Intercettare questi segnali in anticipo può davvero fare la differenza.
Per saperne di più visita la sezione Gastroenterologia del Centro Medico De Ruvo: centroderuvo.it/specializzazioni/gastroentorologia.
La visita specialistica è svolta dalla dott.ssa Laura Franzosi, e – se necessario – la colonscopia può essere eseguita direttamente da lei presso una struttura di riferimento.
Durante la visita, sarà possibile ricevere tutte le informazioni necessarie e chiarire ogni dubbio.
I diverticoli sono piccole sacche che si formano sulla parete del colon, in particolare nella parte chiamata sigma. Si tratta di una condizione molto comune, soprattutto dopo i 50 anni, e spesso viene scoperta per caso, magari durante un esame di routine. Nella maggior parte dei casi, i diverticoli non causano alcun sintomo e convivono tranquillamente con chi li ha. Tuttavia, in alcune situazioni, possono provocare disturbi come stitichezza, dolore addominale o la presenza di sangue nelle feci.
Sebbene i diverticoli di per sé non siano pericolosi, la loro grandezza può fare la differenza. Più sono grandi, maggiore è il rischio che possano infiammarsi o, nei casi più gravi, perforarsi, dando origine a una condizione chiamata diverticolite. Quando l’infiammazione si manifesta, i sintomi diventano più evidenti: dolore addominale intenso, febbre e disturbi intestinali. Nei casi più lievi, la diverticolite può essere trattata con antibiotici e una dieta specifica, mentre nelle situazioni più serie può rendersi necessario il ricovero ospedaliero e, in rari casi, anche un intervento chirurgico.
La buona notizia è che si può fare molto per prevenire le complicanze dei diverticoli e mantenere l’intestino in salute. Ecco alcuni consigli utili:
I diverticoli, quindi, sono una condizione molto diffusa e generalmente benigna, ma è fondamentale prendersene cura con uno stile di vita sano e qualche accorgimento in più. Presso il Centro Medico De Ruvo, la Dott.ssa Laura Franzosi, specialista in Gastroenterologia, è a disposizione per valutazioni approfondite e percorsi di prevenzione personalizzati. Prenota una visita per prenderti cura della tua salute intestinale!
La sindrome del colon irritabile è una condizione comune del tratto gastrointestinale che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Caratterizzata da disturbi funzionali dell’intestino, la Sindrome del Colon Irritabile può influenzare significativamente la qualità della vita dei pazienti. In questo articolo, esploreremo i sintomi, le diagnosi e le opzioni di trattamento disponibili per gestire questa condizione.
I sintomi della Sindrome del Colon Irritabile possono variare ampiamente da persona a persona, ma comunemente includono dolore o disagio addominale, gonfiore, alterazioni del ritmo intestinale, stitichezza o diarrea. È importante notare che la Sindrome del Colon Irritabile è una condizione cronica e non è associata a danni strutturali nell’intestino. Tuttavia, i sintomi possono essere debilitanti e influire sulla routine quotidiana.
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La diagnosi della Sindrome del Colon Irritabile è basata principalmente sui sintomi del paziente e sulla storia clinica. Alcuni esami diagnostici possono essere eseguiti per escludere altre condizioni simili, come malattie infiammatorie intestinali o celiachia. Attualmente, purtroppo, non esiste un test diagnostico specifico in grado di individuare la sindrome del colon irritabile.
Non esiste una cura definitiva per la Sindrome del Colon Irritabile, ma ci sono diverse opzioni di trattamento volte a gestire e alleviare i sintomi. Tra le strategie più comuni ci sono:
In conclusione, la Sindrome del Colon Irritabile è una condizione complessa che richiede un approccio personalizzato nella gestione dei sintomi. Presso il Centro De Ruvo, i nostri specialisti in gastroenterologia possono guidarti attraverso la diagnosi e la creazione di un piano di trattamento personalizzato, progettato appositamente per alleviare i tuoi sintomi e riportare il benessere nella tua quotidianità. Per conoscere tutti i servizi disponibili, consulta la pagina Gastroenterologia.
Il reflusso gastroesofageo è un disturbo digestivo comune, ma spesso sottovalutato, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Questo articolo esplorerà i sintomi più frequenti del reflusso gastroesofageo, come viene diagnosticato e quando è necessario consultare uno specialista per una gestione adeguata. Il fenomeno del reflusso gastroesofageo non si manifesta sempre attraverso l’acidità; a volte può assumere una natura biliare, includendo anche enzimi pancreatici. Questa variazione può generare la sensazione di sazietà precoce e un persistente gusto metallico in bocca.
> Bruciore di Stomaco (Pirosi): Questo è uno dei sintomi più distintivi del reflusso gastroesofageo. Si manifesta come una sensazione di bruciore nella parte superiore dell’addome o sotto il petto, spesso dopo i pasti o durante la notte.
> Rigurgito: Molte persone con reflusso gastroesofageo sperimentano il rigurgito, che è quando il cibo o i liquidi risalgono nell’esofago dopo un pasto.
> Dolore toracico: Il dolore toracico associato al reflusso gastroesofageo può essere confuso con il dolore cardiaco. Tuttavia, il dolore del reflusso gastroesofageo di solito si verifica dopo i pasti o durante la notte.
> Tosse cronica: La tosse cronica, soprattutto di notte, può essere un segno di reflusso gastroesofageo. L’acido gastrico può irritare le vie respiratorie, causando tosse persistente.
> Mal di gola: Il reflusso di acido nello stomaco può irritare la gola, causando un mal di gola cronico o raucedine.
> Dolore alle orecchie: il reflusso gastroesofageo può causare possibili disturbi alle orecchie e all’apparato uditivo, con una sintomatologia paragonabile a quella dell’otite.
> Riniti ricorrenti: il reflusso coinvolge piuttosto frequentemente l’apparato respiratorio, perciò in alcuni casi è possibile incorrere in riniti ricorrenti.
Non tutti i casi di reflusso gastroesofageo richiedono necessariamente una consulenza specialistica, ma ci sono alcune situazioni in cui è importante farlo:
> Sintomi gravi o persistenti: Se i sintomi del reflusso gastroesofageo sono gravi, peggiorano nel tempo o non rispondono ai trattamenti da banco, è essenziale consultare uno specialista.
> Dolore toracico: Se il dolore toracico è grave o si manifesta in modo simile a un infarto, è fondamentale consultare un medico immediatamente.
> Necessità di procedure diagnostiche: Se sono necessarie procedure diagnostiche avanzate, come una gastroscopia, uno specialista può eseguirle e valutarne i risultati.
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> Endoscopia superiore (gastroscopia): Questa procedura coinvolge l’introduzione di un sottile tubo flessibile con una telecamera alla sua estremità, noto come endoscopio, attraverso la bocca e nell’esofago e nello stomaco. Questo permette allo specialista di esaminare direttamente la mucosa dell’esofago alla ricerca di segni di infiammazione o lesioni da reflusso. La gastroscopia fornisce inoltre informazioni specifiche sulla tipologia di reflusso, che di conseguenza va trattato in modo specifico.
> Manometria esofagea: Questa procedura misura le contrazioni muscolari dell’esofago e la funzionalità del cardias (la valvola tra l’esofago e lo stomaco). È utile per valutare se esistono anomalie nella funzione del muscolo esofageo.
> pH-metria esofagea: Questa procedura misura il livello di acidità nell’esofago per un periodo prolungato (24-48 ore). È particolarmente utile per confermare l’acidità e valutare quanto spesso avvenga il reflusso.
In conclusione, il reflusso gastroesofageo è un disturbo gastrointestinale che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita. Riconoscere i sintomi e consultare un medico per una diagnosi accurata sono passi essenziali per una gestione efficace.
Desideri altre informazioni sul reflusso gastroesofageo o su un’altra questione legata alla tua salute gastrointestinale? Puoi prenotare una visita con la nostra esperta in gastroenterologia, la Dott.ssa Laura Franzosi.
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