Il dolore al ginocchio che non passa, la difficoltà...
Le mani che al mattino faticano ad aprirsi, le articolazioni gonfie e calde, una stanchezza profonda che non passa con il riposo: questi sono spesso i primi segnali dell’artrite reumatoide, una malattia autoimmune che colpisce le articolazioni ma che, se non trattata adeguatamente, può avere ripercussioni su tutto l’organismo. Riconoscerla presto non è solo importante: è fondamentale. Perché le terapie disponibili oggi sono efficaci proprio quando vengono avviate in tempi brevi, prima che il danno articolare diventi irreversibile.
L’artrite reumatoide esordisce in modo subdolo, con sintomi che spesso vengono attribuiti alla stanchezza, all’età o a uno sforzo eccessivo. La rigidità mattutina che dura più di un’ora è uno dei segnali più caratteristici: diversamente dall’artrosi, in cui la rigidità tende a risolversi rapidamente con il movimento, nell’artrite reumatoide persiste a lungo. Le articolazioni più colpite nelle fasi iniziali sono quelle delle mani, dei polsi e dei piedi, e l’infiammazione tende a essere simmetrica — se è coinvolta una mano, è spesso coinvolta anche l’altra.
Oltre ai sintomi articolari, l’artrite reumatoide può manifestarsi con sintomi sistemici: febbre lieve, perdita di appetito, calo di peso non spiegato, senso generale di malessere. Questi segnali, uniti ai disturbi articolari, dovrebbero spingere a consultare un medico senza aspettare. Prima si arriva alla diagnosi, prima si può intervenire con un trattamento efficace.
La diagnosi di artrite reumatoide si basa su una combinazione di valutazione clinica, esami del sangue e indagini strumentali. Tra gli esami di laboratorio più indicativi ci sono il fattore reumatoide e gli anticorpi anti-CCP, che risultano positivi in una buona percentuale di pazienti. Anche la velocità di eritrosedimentazione e la proteina C-reattiva — indici di infiammazione — sono generalmente elevati durante le fasi attive della malattia.
L’ecografia articolare e la risonanza magnetica sono strumenti preziosi per individuare l’infiammazione nelle fasi iniziali, anche quando le radiografie sono ancora negative. Il reumatologo è il professionista di riferimento per questo tipo di diagnosi: un’accurata visita specialistica, integrata con gli esami appropriati, permette di avviare il trattamento nel momento più favorevole.
Il trattamento dell’artrite reumatoide ha subito una vera rivoluzione negli ultimi vent’anni grazie all’introduzione dei farmaci biologici. Questi farmaci, derivati da proteine biologiche, agiscono su meccanismi specifici dell’infiammazione — come il TNF-alfa, l’interleuchina 6 o i linfociti B — bloccando il processo infiammatorio alla sua origine. I risultati sono spesso notevoli: molti pazienti raggiungono una remissione clinica completa o quasi completa, recuperando una qualità di vita che non credevano più possibile.
Se hai sintomi articolari persistenti e vuoi una valutazione specialistica, il Centro De Ruvo offre il servizio di Reumatologia. Prenota una visita: riconoscere l’artrite reumatoide in tempo fa la differenza.
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